Quando torna la leggenda
Dopo otto anni eccoli ritornare. Le voci che si inseguono sul web danno per ultimate le registrazioni del loro nuovo album, ne fissano ad aprile l’uscita e parlano addirittura di concerti programmati in segreto per pochi fortunati. È naturale veder crescere tanto l’attesa quando a tornare è un super gruppo che nella sua lunga carriera è stato capace di scrivere le regole dell’hard ‘n’ heavy; ed è ancor più naturale quando quel gruppo porta il nome di AC/DC.
Di loro s’è parlato ultimamente non solo per l’imminente ritorno, ma anche per i continui successi che il tempo sta loro continuando a riconoscere e consacrare. Il riferimento è al fatto che recentemente la RIAA (Recording Industry Association of America) ha certificato Back In Black disco di platino per la ventiduesima volta; il che significa che solo negli States l’album ha raggiunto l’incredibile traguardo di 22 milioni di copie vendute. Ma il successo non è solo statunitense; Back In Black ha venduto infatti oltre 40 milioni di copie in tutto il mondo, aggiudicandosi la prima posizione nella classifica rock di sempre e la seconda in quella generale planetaria (dopo Thriller di Michael Jackson).

Back In Black è un omaggio, un tributo a Bon Scott, il cantante che, unitosi agli AC/DC nel 1974, contribuì a fare della band una vera e propria leggenda del rock; morì tragicamente a Londra il 19 febbraio 1980 all’età di 33 anni. I suoi compagni di viaggio non si fecero abbattere da questa disgrazia ed eressero il più bel monumento che un rock and roll singer quale Bon Scott potesse ricevere in sua memoria. Il primo passo fu reclutare Brian Johnson, il cantante preferito di Bon, al posto di quest’ultimo; non è un caso che i due abbiano in comune una voce roca, graffiante, distorta.

Il tema ricorrente del disco è, inutile dirlo, quello del lutto: lo ritroviamo nel titolo stesso, nella copertina nera, nei funebri rintocchi di campane che aprono l’intero album e, ovviamente, nei testi. Il sound non subisce cali di qualità rispetto al passato, risultando anzi più robusto ed energico grazie ad un’ottima produzione che ha saputo valorizzare la grinta e la potenza della band. La proposta è quella di sempre, in pieno stile AC/DC: una musica semplice con melodie dirette, ma soprattutto vigorosa e trascinante, con non poche aperture verso il blues. Pezzi come Hells Bells, You Shook Me All Night Long o la stessa titletrack hanno consegnato la band australiana, e con essa l’hard rock, al grande pubblico; questi brani peraltro sono, insieme ad altri sempre contenuti in quest’album, tra le canzoni più famose della storia del rock.
Non c’è perciò da stupirsi che una band capace di raggiungere simili apici desti grande attesa al suo ritorno in scena dopo otto anni: se così non fosse, che leggenda sarebbe?
Video: AC/DC - Back in black (live)